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Von Werra, il pilota che sfuggì alla Regina d’Inghilterra

di Davide Bartoccini del 22/11/2016

Eccentrico, brillante, folle; possedeva un cucciolo di leone prelevato dallo zoo di Berlino che portava sempre con se come mascot: Simba. Finì su decine di copertine di giornali dell’epoca, cosa che lo rese eccessivamente vanitoso, e il suo tentativo di fuga divenne leggenda. I suoi anni di guerra sono la sceneggiatura perfetta per un film di Hollywood. E infatti un film fu girato: Sfida agli inglesi del 1957.

Franz von Werra (Leuk, 13 luglio 1914 – Vlissingen, 25 ottobre 1941) è stato un aviatore tedesco che prestò servizio nella Luftwaffe durante la seconda guerra mondiale.

Il Barone Franz von Werra, che si era arruolato nel 1939 con la Luftwaffe e aveva fin da subito partecipato alla campagna polacca: dove condusse la sua prima missione di mitragliamento a terra, appartenendo alla squadriglia tedesca della Jagdgeschwader 3 (JG/3). Il 19 maggio del 1940 il suo stormo, che era stato trasferito sul fronte occidentale. Qui si scontrò per la prima volta con un gruppo di Hurricane della Belgian Air Component incontrati nei cieli di Arras, nei pressi del Pas de Calais.

In quell’occasione von Werra mietè la sua prima vittima. Sempre nei pressi di Arras, una settimana dopo abbattè il suo prima aereo confermato: un Hurricane della RAF. Venne abbattuto il 5 settembre del 1940 dallo Spitfire del P/O Stapleton appartenente al 603° Sqd. (o secondo un’altra versione dall’australiano Paterson Hughes del 234° Sqd.) mentre volava sul suo BF-109, durante una missione nei cieli di Marden nell’Inghilterra meridionale. In seguito all’atterraggio di fortuna che ne preservò la vita, venne catturato dall’esercito inglese, condotto e interrogato al Kensington Palace a Londra e tradotto al campo per prigionieri di guerra di Grizedale Hall, nel Distretto dei Laghi.
Il 7 ottobre tentò la prima evasione, con scarso successo, motivo per il quale in novembre venne trasferito nel più sicuro campo di Swanwick, nei pressi di Derbv.
Inteso a evadere a tutti i costi, intraprese diversi tentativi di fuga, che si risolsero sempre in fallimenti, più o meno brillati. Il più celebre e rocambolesco lo vide spacciarsi, una volta evaso, per un pilota olandese (dunque alleato) che era stato vittima di un incidente in volo durante una missione di massima segretezza su di un bombardiere Wellington. Sotto il nome di Capitano Albert van Lott – necessaria copertura per giustificare il suo accento da “crucco” – indossò una tuta che si era fatto modificare da un altro detenuto, sarto da civile, facendosi accompagnare dalla polizia inglese al più vicino campo d’aviazione (Hucknall, Nottinghamshire), dove tentò di rubare un aereo in rullaggio sulla pista, un Hawaker Hurricane Mk.II, per poter tornare in Germania. Nello stesso frangente, obiettivo del barone, era quello di portare a termine – con inaspettato successo – una rocambolesca operazione di spionaggio sugli apparecchi avversari. Fermato mentre era in procinto di decollare dal maggiore Boniface, che saltò sull’ala impugnando la sua revolver d’ordinanza, venne trasferito via mare in Canada dove tentò nuovamente la fuga. Durante un trasferimento in una struttura di prigionia ad Halifax, saltò giù dal treno dei detenuti, riuscendo a nascondersi per giorni. Percorse a piedi 48 km, fino al fiume San Lorenzo, il quale fu attraversato approfittando del ghiaccio per raggiungere gli Stati Uniti, all’epoca ancora neutrali. Gli USA lo espulsero clandestinamente in Messico, di lì viaggio in treno: in Perù e successivamente in Brasile.
L’ambasciata tedesca lo fece rimpatriare. Tornò in Germania da eroe: il 18 aprile venne promosso al grado di Hauptmann dal Fürher in persona. Riprese a combattere durante l’invasione dell’Unione Sovietica al comando del I°/JG 53° equipaggiando con i Bf-109F finché il 25 ottobre del 1941 , a causa di un guasto al motore, precipitò nel Mare del Nord neo pressi di Vlissingen, per non essere più ritrovato. Franz von Werra, 22 vittorie accreditate, insignito della Crocie di Cavaliere di 1° classe, passò alla storia come l’unico pilota tedesco ad essere evaso da un campo di prigionia britannico.
Quando il maggiore Boniface lo fece scendere dall’Hurricane, puntandogli contro la canna della sua rivoltella “Webley”, Von Werra gli disse che avrebbe scommesso una stecca di sigarette e che prima o poi sarebbe riuscito a tornare in Germania. L’inglese rilanciò scommettendo contro una bottiglia di champagne. Mentre von Werra era in Brasile, in procinto di tornare e imbarcarsi per l’Europa, si ricordò della scommessa vinta e inviò una cartolina alla base RAF di Hucknall: il destinatario era lo Squadron Leader Boniface, il quale gli doveva una bottiglia di champagne.

 

Per approfondimenti:
_Palmiro Boschesi, Il chi è della Seconda Guerra Mondiale, vol. 2 – Edizioni Mondadori 1975

 

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