L’architettura tra Archè e Technè

L’architettura tra Archè e Technè

di Giuseppe Baiocchi del 08/07/2016

La parola è un involucro che permette ad un contenuto di viaggiare.
I nostri contenuti, sono delle immagini e in realtà hanno bisogno degli involucri, delle lettere per poter attraversare un certo spazio e arrivare a noi. Le parole sono dei veicoli: hanno un involucro esterno e un contenuto, ma se noi non posizioniamo queste parole su un certo sfondo, quello della cultura nella quale noi siamo educati, le parole non dicono nulla, poiché i contenuti cambiano moltissimo. Oggi l’idea di architettura non è quella di Vitruvio Pollione, ma usiamo la stessa parola.
Le parole, dunque, hanno sempre la stessa duplicità che dovrebbe essere messa sempre in relazione: il loro involucro, rispetto al loro contenuto.
La parola con cui inizia la storia occidentale è una caverna e con la parola architettura noi pensiamo che sia un termine universale, ma non è vero poiché oggi l’architettura bisognerebbe cancellarla e lasciare solo il termine “tettura”.

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