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42°incontro DAS ANDERE

Luigi Einaudi. Una scelta di Campo per l’Occidente. G.Pondrano Altavilla, A.Merlo

Sabato 15 settembre 2018, è stato presentato il 42°evento associativo sul territorio, il decimo evento annuale legato al programma “Crisi e metamorfosi”, scelto dal consiglio direttivo per il 2018. Tema della conferenza, la figura del presidente della Repubblica Luigi Einaudi, di stampo liberale e attore politico fondamentale del primissimo dopoguerra italiano. Ospiti della conferenza sono stati il dott.Gianmarco Pondrano Altavilla, già presidente del Centro Studi Gaetano Salvemini, e il dott.Andrea Merlo, studioso ed esperto di geopolitica internazionale.
La conferenza, guidata dal presidente arch.Giuseppe Baiocchi, ha visto la presenza istituzionale del vice-sindaco Donatella Ferretti, e di un nutrito pubblico preparato e attento. I due relatori, oltre ad introdurre la figura storica di Einaudi, si sono soffermati sulle scelte tempistiche di entrata nel patto atlantico dell’italia, operando uno sguardo anche sul comportamento geopolitico degli Stati Uniti, guidati da Trump.
Come Einaudi aiutò a capire che la scelta atlantica non doveva essere considerata sul piano delle ricadute interne e diplomatiche nei rapporti di forza con altri Paesi europei, ma nella sua connotazione di scelta di civiltà nell’ambito di un conflitto esclusivamente ideologico che non permetteva indecisioni, atteggiamenti sfumati e terze vie, così egli aiutò ugualmente a comprendere che la via europeista doveva essere valutata non sul piano strumentale ma piuttosto su quello dei contenuti politici più profondi: la sua lezione, prima intellettuale che politica, presentò il federalismo europeo, oltre che come un utile argine all’espansione del sovietismo nel contesto della guerra fredda, anche e anzitutto quale via maestra per conseguire il progresso economico interno, e come l’unica strategia coerente con la storia europea per giungere ad una evoluzione della situazione continentale che garantisse un futuro di pace e prosperità.
Difficile sarebbe non leggere nell’azione di Einaudi i presupposti e gli elementi scatenanti dell’evoluzione dell’europeismo degasperiano, e ancor più difficile giustificare l’esclusione di Einaudi dal novero dei padri dell’Europa unita. In definitiva, più che la conferma di quella superficiale opinione che vorrebbe un Einaudi disinteressato e lontano dai problemi della politica internazionale ed estera italiana, la speranza è quella di aver dato elementi a sufficienza per poter sostenere con sicurezza che il contributo di Einaudi alla ricostruzione del Paese ebbe un rilievo particolare non solo dal punto di vista economico interno, ma anche sul piano della politica estera propriamente intesa e del riposizionamento internazionale del Paese. 
Quanto basta, si spera, per concludere che egli fu, come uomo d’azione, altrettanto grande che come uomo di pensiero; e che – cosa che oggigiorno fa drammaticamente difetto al Paese e ai vertici dell’Europa unita- tanto fu grande e il suo contributo determinante quanto pensiero e azione furono, in lui, legate da un rapporto osmotico e di reciproco sostegno: un pensiero costantemente orientato all’azione, ed un’azione cui mai è mancato il supporto determinante di un pensiero forte e coerente, sono quanto di più, oggi, noi tutti dovremmo forse avere più nostalgia. L’importanza di libertà di espressione e di pensiero, devono rimanere i cardini di una società civile, così come ci è stata tramandata dai padri costituenti, in primis Luigi Einaudi. L’associazione ringrazia il Comune di Ascoli Piceno per aver finanziato l’evento con la figura del nuovo assessore alla cultura Piersandra Dragoni, sia la Regione Marche per il patrocinato non oneroso. Infine un grazie particolare alla Fondazione Carisap e alla Libreria Rinascita, per la messa a disposizione della sala.
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